giovedì 18 settembre 2014

Quale futuro per i nostri ragazzi?

Presentato nella sezione "Giornate degli autori" della 71° Mostra del cinema di Venezia, I nostri ragazzi, l’ultimo film del regista Ivano De Matteo (già conosciuto con Gli equilibristi), lascia davvero l’amaro in bocca.
Una storia molto dura e intensa che coinvolge nel profondo due fratelli e le loro rispettive famiglie.
Ispirato al libro di Herman Koch, "La cena", la trama riguarda principalmente il conflitto tra cuore e ragione. Due fratelli, due uomini di successo appartenenti alla borghesia della Roma che conta: Massimo fa l’avvocato penalista (Alessandro Gassmann), un po’ sbruffone, che si trova a difendere anche chi innocente non lo è, mentre Paolo è un chirurgo pediatrico (Luigi Lo Cascio), serio e scherzoso allo stesso tempo, che crede nei sani principi e fa di tutto per salvare i suoi piccoli pazienti e rincuorare le loro mamme apprensive.
La loro diversità di vedute viene a galla ogni volta che iniziano a discutere su qualsiasi cosa come durante la cena di rito al solito ristorante una volta al mese, dove anche le loro mogli, Sofia e Clara (una Barbora Bobulova molto distaccata e Giovanna Mezzogiorno, a tratti un po’ forzata) sono costrette a malincuore a sopportarsi.
Eppure accadrà qualcosa che sconvolgerà gli ideali di entrambi. I rispettivi figli adolescenti, infatti, si ritrovano invischiati in un grosso guaio, che tentano di nascondere fino alla fine, perché convinti di poterla fare franca. Benedetta (Rosabell LaurentiSellers), la figlia del primo matrimonio di Massimo (Gassman), è una ragazza alla moda, popolare e molto sicura di sé, mentre Michele (Jacopo Olmo Antinori, già visto e apprezzato in Io e te di Bertolucci) è un ragazzo tormentato e molto introverso. I due sono cresciuti insieme e agli occhi dei loro genitori sono sempre stati dei bravi ragazzi, studiosi e dediti al divertimento vista la loro età, eppure si rivelano due esseri completamente diversi, poveri di sentimenti, violenti e immoralmente razzisti.
Non hanno commesso una banale bravata: hanno picchiato e lasciato in fin di vita una povera barbona, senza accorgersi di esser stati ripresi da una telecamera di sorveglianza esterna. Fortunatamente non sono stati riconosciuti viste le immagini sgranate e poco chiare diffuse tramite il noto programma “Chi l’ha visto”, ma i loro genitori hanno subito capito che si tratta di loro. Cosa fare adesso? Inventare un alibi di ferro che possa scagionarli da un eventuale accusa o denunciarli come giusto alla polizia?
Le due coppie di genitori sono consapevoli che una denuncia potrebbe porre fine al futuro e alla felicità dei propri ragazzi, ma è giusto andare contro la propria morale? La paura di mandarli in carcere fa scattare dei meccanismi alquanto diversi nelle menti dei due fratelli, che vedono mettere in discussione i ruoli di buono e cattivo, cucitigli addosso sin dall’inizio del film.
La tensione sale piano piano fino a tramutare in una vera e propria raffinata tragedia, che, con un finale al cardiopalma, non scioglie ogni dubbio allo spettatore, ma rivela quanto sia difficile fare la cosa giusta quando c’è di mezzo la vita o il futuro di chi si vuol bene.

lunedì 15 settembre 2014

Un brasato... in azione!

Mr. & Mrs. Smith (2007) è un film di Doug Liman, interpretato da Brad Pitt, Angelina Jolie e Vince Vaughn.
All'epoca dell'uscita il film fece molto rumore non tanto perché vedeva per protagonisti due sex symbol mondiali, ma più che altro perché fu proprio a causa di questa pellicola che Brad Pitt lasciò la moglie di allora, Jennifer Aniston, per metter su famiglia con la Jolie.
Due parole sulla trama...
John (Pitt) e Jane (Jolie) sono sposati da diversi anni e il loro matrimonio ormai sembra immerso in una noiosa routine. Decidono di correre in qualche modo ai ripari, tentando la terapia di coppia, con cui vengono a galla molte problematiche, tra cui anche quella che non fanno più l’amore da tanto tempo.
Peccato che si siano dimenticati entrambi di confessare all’analista il loro vero lavoro. Sono entrambi dei sicari, che lavorano inconsapevolmente per due agenzie rivali, le quali un giorno gli affideranno come bersaglio proprio il rispettivo coniuge. A causa di questa delicata missione, entrambi scopriranno questa scomoda verità… anche se non appena saltano le loro coperture, vedranno riaccendersi improvvisamente la passione e decideranno di unire le forze per capire chi li vuole morti.
La pellicola, una sorta di film d’azione/romantico ben confezionato e ben pubblicizzato che ha raccolto un grande successo di botteghino, ha come lato positivo di aver dato il la a una relazione che dura davvero da parecchio tempo e che proprio poche settimane fa ha visto convolare a nozze le due star in una cerimonia privata, circondati dalla loro numerosa prole.
La scena centrale della cena è forse anche la parte più divertente del film, visto poi come degenera in un combattimento alla pari che vede la distruzione completa di una casa magnificamente arredata.
Da brava mogliettina Jane ha preparato un bel brasato, lasciando l'onore al marito di tagliarlo.
Il brasato al vino rosso è un piatto davvero buono e dal gusto intenso, che non vi farà sfigurare di certo se avete degli ospiti. In particolare potreste usare il Barolo, un vino dal gusto decisamente corposo, che ha reso questo piatto una pietanza tipica della cucina Piemontese. La ricetta può sembrarvi molto laboriosa, ma vi assicuro che è allo stesso tempo molto semplice. Il segreto per la buona riuscita del brasato sta tutta nella marinatura!


Ingredienti: 1kg di carne di manzo (taglio noce o cappello di prete), 1 l di vino rosso, 2carote, 2 coste di sedano e qualche fogliolina, 1Cipolla, 1 rametto di origano, 4 foglioline di basilico, 1 rametto di rosmarino, 4 chiodi di garofano, 1 piccolo spicchio di aglio, 4 foglie di alloro. 6 grani di pepe verde, sale, 30 g burro, 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva.

Procedimento:
1) Asciugare la carne con un po’ di carta assorbente e riporre in una ciotola capiente;
2) Nel frattempo pulire le verdure e, dopo averle tagliate a pezzetti, unirle alla carne;
3) Aggiungere le spezie e tutto il vino fino a ricoprire la carne, che andrà fatta marinare per almeno 12 ore in un posto fresco;
4) Togliere la carne dalla marinatura e far rosolare su ogni lato in un pentola dove precedentemente è stato fatto sciogliere del burro insieme a dell’olio;
5) Dopodiché aggiungere le verdure e le spezie e lasciar cuocere per circa 15 minuti
6) Dopo aver salato la carne e le verdure, versare anche la marinatura fatta appena riscaldare in precedenza;
7) Lasciar sobbollire dolcemente per almeno 2 ore;
8) Una volta raggiunta la cottura del brasato, togliere la carne dalla pentola e lasciarla raffreddare a parte, in modo da poterla tagliare a coltello;
9) Passate al mixer tutte le verdure e il fondo di cottura in modo da ottenere un’ottima salsa di accompagnamento, che andrà fatta ridurre leggermente sul fuoco;
10) Servire il brasato con la salsa insieme a verdure dal gusto più dolce come patate o piselli.

giovedì 28 agosto 2014

Davvero tante Meraviglie!!!

Le Meraviglie, premiato all’ultimo Festival di Cannes con il premio Grand Prix Speciale della Giuria, è un film di Alice Rohrwacher. Considerato una vera rivelazione, ha visto portare sullo schermo Alba Rohrwacher, la ben nota sorella della regista, insieme a Maria Alexandra Lungu, Sam Louwyck e alla partecipazione di Monica Bellucci.
Un film con un cast quasi tutto al film femminile, che ruota intorno alla figura di Gelsomina (una straordinaria Maria Alexandra Lungu), la maggiore di quattro figlie di una coppia di genitori apicoltori un po’ anarchici e mal assortiti (non solo per una questione linguistica ma anche di età), Wolfgang e Angelica (rispettivamente Sam Louwyck e Alba Rohrwacher). Vivono in un vecchio casale immerso tra le campagne umbre e producono unicamente miele naturale (anche se la legge impone loro l’esigenza di costruire nuovi ambienti secondo delle rigide regole igienico-sanitarie da rispettare). La loro non è una vita facile e tanto meno felice, visto che hanno molti debiti ed è sempre più difficile riuscire a sopravvivere di ciò che riescono a vendere.
Come tutte le adolescenti, Gelsomina vorrebbe essere meno schiava di un padre-padrone, che non sa fare altro che comandare, urlare e inveire contro tutti quelli che ama e uscire a conoscere il mondo moderno che le è ancora del tutto estraneo. Silenziosa, introversa e dallo sguardo malinconico, è completamente assorbita dai lavori legati all’impollinazione e alla smielatura e, anche volendo, ha imparato a mettere il miele sempre davanti a ogni cosa.
Eppure qualcosa sembra cambiare in lei quando in città arriva una troupe televisiva per un gioco a premi alla ricerca delle meraviglie locali, ovvero le famiglie ancora attaccate alle tradizioni culturali e alla genuinità dei propri prodotti.
Un mondo televisivo al limite del grottesco, rappresentato da stacchetti sgraziati e coperto di lustrini e paillettes per nascondere la futilità e la finzione di contenuti del tutto assenti che sembrano aver stancato anche la stessa presentatrice, Milly Catena (Bellucci), che è l’unica ad aver ammirato le prove di Gelsomina e forse ad aver carpito quella voglia naturale di essere vista per quella che è.
Anche se ciò che sconvolge ancora di più Gelsomina è l’incontro con Martin, un ragazzo di origini tedesche con precedenti penali che i servizi sociali stanno cercando di reinserire nella società, che non parla mai, ma sa fischiare in modo meraviglioso.
Odia ogni forma di contatto fisico e non lascia mai trasparire le sue emozioni, anche se sarà solo con Gelsomina che riuscirà a trovare una simil pace interiore.
Alla fine tutto sembra volgere alla comprensione, in cui il padre finalmente riconosce che sua figlia, la primogenita a cui ha affidato tutti i suoi segreti, sta effettivamente crescendo e diventando adulta. Tutto si risolve in un vero abbraccio collettivo all’aria aperta a contatto con la terra, divenuta simbolo di una vita semplice, anche se legata al sudore del lavoro.
Tutto è sporco e decadente, ma la vera meraviglia è vivere per ciò in cui si crede. Non è certo un film dalla trama narrativa canonica e forse questo alto livello di poeticità potrà risultare un po’ ostico a molti, ma è consigliabile ogni tanto lasciarsi andare a nuovi racconti e a nuovi protagonisti sconosciuti, che sanno raccontare anche solo con il loro sguardo tante storie interessanti come questa.
Lo scorrere del tempo in un contesto così agreste e fuori da ogni schema sembra quasi tutto uguale, ma lo sguardo della macchina da presa di Alice Rohrwacher risulta come una seconda pelle dei protagonisti e in maniera molto sensibile fornisce un punto di vista discreto e senza filtri di una sceneggiatura delicata davvero ben scritta.


martedì 26 agosto 2014

Il minestrone di Francesca: semplicità e gusto!

Ci sono dei film che non ci si stanca mai di rivedere, perché sono semplicemente pura poesia sullo schermo, come I ponti di Madison County (1995, titolo originale The Bridges of Madison County), tratto dall'omonimo romanzo di Robert James Waller e diretto e interpretato da Clint Eastwood.
Una storia d’amore intensa che non prevede l’happy ending ma che è capace comunque di regalare una potenza di emozioni da togliere il fiato fino alla fine.
Il film narra di Francesca (Meryl Streep), una casalinga un po’ annoiata della sua vita di campagna e Robert (Clint Eastwood), un fotografo misterioso giunto nell’Iowa per fare qualche scatto ai famosi ponti coperti della zona per conto del National Geographic.
L’incontro tra i due avviene quando il marito di lei parte insieme ai loro due figli per una fiera campionaria di bestiame: Francesca, sola nella sua casa, assapora quel silenzio e quella libertà tanto agognata nelle monotone giornate della sua quotidianità, finché non giunge alla sua porta Robert, che si è perso.
Per quattro giorni Francesca diverrà dapprima la sua guida attraverso quei luoghi di campagna desolata ma al contempo ricchi di fascino e poi sua amante. Il loro amore nasce e cresce in modo naturale e resterà tale anche nel corso degli anni, anche dopo che entrambi avranno scelto strade diverse.
La loro storia, infatti, viene raccontata e rivissuta attraverso i diari di Francesca, ritrovati dopo la sua morte dai figli nella loro vecchia casa e, anche se inizialmente sono sconcertati di aver scoperto il tradimento della madre, capiranno poi il vero senso di una storia d’amore unica, che molti vorrebbero vivere almeno una volta nella vita e non la trovano.
Ecco una splendida battuta recitata dal personaggio di Francesca che racchiude il senso di tutto il film: "in quattro giorni mi regalò una vita intera, un universo, ricompose i frammenti del mio essere in un tutto... Non ho mai smesso di pensare a lui... anche se non lo ricordavo consciamente, lo sentivo vicino a me, c'era sempre".
Venendo alla ricetta...
Una sera Francesca invita Robert a cena e prepara un magnifico e gustoso minestrone… non rabbrividite! Il minestrone non solo è un piatto sano perché ricco di verdure, ma è ottimo prepararlo in estate, quando gli ortaggi sono decisamente più gustosi e se mangiato freddo con in abbinamento dei crostoni di pane abbrustolito, vi assicuro che è la fine del mondo!


Ingredienti (per 5 persone): 1 cipolla, 2 zucchine, 1 carota, 2 patate, 80 g di fagioli cannellini freschi, 1 costa di sedano, 3 coste di biete, 2 foglie di cavolo nero, un pizzico di rucola, 3 foglie di basilico, 1 rametto di maggiorana, 2 pomodori rossi freschi spellati, olio extravergine di oliva, sale e pepe nero

Procedimento:
1) In una pentola capiente far soffriggere la cipolla con un goccio d’olio e un pizzico di sale;
2) Appena la cipolla risulterà ben dorata, aggiungere tutte le verdure tagliate a pezzetti insieme a 500 ml di acqua;
3) Dopo aver salato e pepato a sufficienza, mescolare ogni tanto e lasciar cuocere a fuoco basso per almeno un'ora, fino a quando tutte le verdure risulteranno ben cotte;
4) Servire il minestrone freddo con un goccio di olio a crudo (N.B.: è possibile anche sostituite l'olio finale con una noce di burro per far risaltare un profumo decisamente più delicato).

P.s.: Ho scelto queste verdure semplicemtne perchè erano quelle a disposizione nel mio orto, ma potete sbizzarrirvi come meglio credete!!!

martedì 29 luglio 2014

Mai provati gli scones?

Chi l'avrebbe mai detto che, guardando la versione in lingua originale di un film come C'è posta per te (1998, titolo originale You've got mail), che conosco quasi a memoria, avrei potuto fare una scoperta così sensazionale?!
Giusto due parole per il film...
Diretto dalla compianta Nora Ephron, la storia è incentrata su una dolce e carina libraia, Kathleen Kelly (Meg Ryan), che sta per chiudere la sua attività di famiglia a causa dell'inaugurazione della megalibreria del ricco Joe Fox (Tom Hanks). A causa di un contrasto negli affari i due si odiano atrocemente, anche se non sanno di conoscersi già in rete, dove sono invece grandi amici, senza essersi mai visti di persona.
Una commedia semplice e carina (remake del film in bianco e nero Scrivimi fermo posta di Ernst Lubitsch), che, regalando una colonna sonora indimenticabile e degli scorci magnifici di New York, è costellata da personaggi secondari molto divertenti tra cui spicca quello di George (Greg Kinnear), il fidanzato di Kathleen.
Come in una scena del film, in cui Kathleen si incontra con due delle sue commesse e annuncia di dover chiudere il negozio, durante il famoso momento del tè del pomeriggio vengono serviti in accompagnamento numerosi bocconcini sia salati che dolci. Tra questi non possono certo mancare gli scones, ovvero delle morbide focaccine di forma tonda di origine scozzese, che possono essere farcite con ingredienti di ogni tipo vista la loro neutralità di sapore (dalla marmellata a salumi e formaggi).
Gli scones sono velocissimi da preparare e altrettanto da cucinare e sono ottimi non solo per il classico momento del tè inglese, ma anche per piccoli buffet o feste di compleanno.
 


Ingredienti (per 4 persone): 260 g farina 00, 25 g burro, 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva, 150 ml latte parzialmente scremato, un pizzico di sale, 5 g zucchero, 1 bustina di lievito Pane Angeli e 1 uovo

Procedimento:
1) Disporre la farina a mo’ di fontana, aggiungendo al centro il sale, lo zucchero, il lievito e poi anche il burro a temperatura ambiente insieme a un filo d’olio;
2) Unire piano piano anche il latte e cercare di impastare bene tutta la farina, fino a ottenere un composto liscio, che, avvolto con della pellicola trasparente, andrà fatto riposare in frigorifero per almeno mezzora;
3) Dopodiché procedere a stendere l’impasto, ottenendo una sfoglia alta almeno 1 cm circa;
4) Con un coppapasta o più semplicemente un bicchiere di medie dimensioni ricavare dei dischetti, che andranno riposti su una teglia con carta da forno;
5) Spennellare leggermente la superficie con un uovo sbattuto;
6) Cuocere a 200° in forno già caldo per 15-20 minuti, finché la superficie non sarà ben dorata;
7) Sfornare gli scones e servire appena tiepidi con una scelta di marmellate e composte oppure anche con un tagliere di salumi caserecci.

mercoledì 23 luglio 2014

Blue Jasmine: una donna in disfacimento

Blue Jasmine è l’ultima fatica cinematografica scritta e diretta da Woody Allen, con protagonista assoluta la magnifica Cate Blanchett, che si è aggiudicata numerosi riconoscimenti per questa performance indimenticabile tra cui anche l’ambito premio Oscar come miglior attrice protagonista.
Jasmine (Blanchett) è una donna bellissima e di gran classe, che, sposando il ricco (e infedele) uomo d'affari-truffatore Hal (Alec Baldwin), ha fatto il suo ingresso nell’alta società di New York.
A causa delle disavventure finanziarie del marito, Jasmine è costretta poi ad abbandonare per sempre la sua vita agiata (raccontata con vari flashback) e si vede obbligata a trovare aiuto a San Francisco. Qui si farà ospitare nel piccolo e squallido appartamento della sorella adottiva Ginger (Sally Hawkins), che sembra averle perdonato persino il fatto che Hal abbia fatto perdere tutti i soldi al suo ex-marito Augie (Andrew Dice Clay) in un cattivo investimento e che abbia poi determinato anche il loro divorzio.
Jasmine, però, non ha perso solo i suoi soldi, le sue case, i vestiti di lusso, le feste e le persone che credeva sue amiche, ma sta perdendo completamente la testa e sprofondando in un esaurimento nervoso sempre più evidente. Ha perso credibilità e dignità come donna e come moglie e il suo nome non è al sicuro neanche a molte miglia di distanza visto che il fantasma dell’ex-marito e dei guai da lui combinati continua ancora ad alleggiare sulla sua testa.
A San Francisco Jasmine, quindi, tenta di ricominciare da zero e trovare un lavoro all’altezza dei suoi alti standard e di dare anche una svolta sentimentale alla sua vita, innamorandosi di un brillante diplomatico (Peter Sarsgaard); tenta addirittura di spingere la sorella nella braccia di altri uomini, visto che è in procinto di sposarsi con l’umile meccanico Chili (Bobby Cannavale), ma ogni tentativo sarà vano.
Jasmine rimarrà completamente sola e vulnerabile in compagnia unicamente del suo passato, delle sue bugie e degli immancabili antidepressivi.
Un film meritevole (che non ha nulla in comune con alcuni ultimi tentativi alla regia di Allen), che, grazie all’immensa bravura della Blanchett, colpisce allo stomaco per l’estrema fragilità mostrata da questa donna ormai alla deriva, per cui non si può che provare compassione. Mancava da tempo un personaggio femminile così profondo e al tempo stesso così angosciato, devastato e artificioso, che convince in ogni secondo supportato da una sceneggiatura davvero ben scritta.