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giovedì 9 luglio 2015

Il pasticcio di carne di Mrs. Tweedy

Da tempo non prendevo spunto per una delle mie ricette da un film d’animazione… oggi sono tornata agli anni 2000, quando uscì nelle sale Galline in fuga dei registi Peter Lord e Nick Park. 
I singoli personaggi, dalle varie galline al mitico gallo Rocky, sono realizzati in plastilina e messi in movimento con lo stop motion. Non adoro molto i cartoni animati realizzati con questa tecnica, ma la storia è molto carina e ricca di metafore.
Il film racconta la storia di un allevamento in batteria immerso in una sperduta campagna inglese, in cui le galline sono sfinite di fare le uova ogni giorno e continuamente terrorizzate di finire per essere uccise e utilizzate per il ripieno del pasticcio di carne della signora Tweedy. 
Per questo motivo la combattiva Ginger guida le sue compagne piumate alla continua ricerca di nuovi modi per fuggire, ma che spesso vanno falliti fino al miracoloso arrivo del gallo rubacuori Rocky di origini americane, che le aiuterà a volare via da quel terribile pollaio.
Venendo alla ricetta… questo pasticcio di carne è ottimo da gustare freddo e ideale per riciclare della carne lessa avanzata.


Ingredienti 
(Per la gallina lessa: 1 gallina, 1 cipolla, 2 coste di sedano, 2 carote, 1 aglio, sale, pepe nero/rosa in grani, acqua)

Per il ripieno: 300 g gallina lessa, 100 g carne macinata di manzo, ½ salsiccia, 2 cucchiai di concentrato di pomodoro, 1 scalogno, origano, sale, pepe

Per la pasta: 280 g farina 00, 50 g burro, 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva, 50 ml di acqua, un pizzico di sale

Procedimento:
1) Lavare bene una gallina di medie dimensioni (deviscerata), riporla in un tegame capace e ricoprirla con abbondante acqua;
2) Dopo aver salato e aggiunto il pepe in grani e le verdure (cipolla, sedano, carote e aglio), lasciar cuocere a fuoco basso per circa due ore;
3) Ultimata la cottura del brodo, rimuovere la carne e scegliere le parti più nobili di petto e coscia da sminuzzare finemente al coltello;
4) Nel frattempo far soffriggere uno scalogno tritato con un filo d’olio extra vergine d’oliva;
5) Aggiungere la carne lessa, il macinato, la salsiccia e il concentrato di pomodoro e lasciar cuocere lentamente per almeno una decina di minuti insieme a un po’ del brodo sgrassato ottenuto in precedenza;
6) In attesa che il ripieno si raffreddi, preparare la pasta disponendo la farina a mo’ di fontana e al centro il burro, l’olio con un pizzico di sale. Aggiungere l’acqua e amalgamare il tutto fino ad ottenere un composto ben omogeneo, che andrà avvolto con della pellicola trasparente;
7) Dopo aver fatto riposare l’impasto per almeno mezzora, foderare una teglia (dal diametro di circa 25 cm) ricoperta di carta forno;
8) Riempire la teglia con il ripieno e richiudere facendo attenzione a creare un bel bordo intorno e
praticando dei forellini sulla superficie con una forchetta;
9) Cucinare in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti, fino a quando la superficie risulterà leggermente dorata.

mercoledì 3 dicembre 2014

Fagiano al melograno... fa rima e c'è!


Oggi vi propongo una ricetta davvero particolare... frutto della mia fantasia e unita a diverse ricette spulciate qua e là in rete: non potendo riprodurre fedelmente la ricetta del film, sono ricorsa ai ripari a modo mio. La pellicola a cui mi sono ispirata è la commediola avventurosa Sei giorni sette notti (titolo originale Six days Seven nights) di Ivan Reitman (noto produttore e regista di blockbusters come Ghost Busters - Acchiappafantasmi, Pericolosamente insieme, Dave - Presidente per un giorno, Due padri di troppo o il recente Amici, amanti e...) con Harrison Ford, Anna Heche e David Schwimmer. Robin Monroe (Heche), giornalista newyorkese, si fa trascinare alle Hawaii per una vacanza in compagnia del fidanzato Frank (Schwimmer). Chiamata improvvisamente per lavoro dalla rivista per cui lavora, Robin è costretta a recarsi a supervisionare un servizio fotografico importantissimo a Tahiti, ma l’unico aereo a disposizione è quello dello scorbutico e ubriacone Quinn (Ford).Una tempesta, però, li costringerà a un atterraggio di fortuna su un'isola sperduta… rocambolesche avventure e simpatici battibecchi condiscono con gusto un film carino e divertente dal’immancabile happy ending. Per la ricetta? Nel film i due riescono a cacciare un pavone che immediatamente si è materializzato accanto al relitto del loro aereo e Quinn lo cuoce arrosto condendolo con del succo russo non identificabile… Ecco, quindi, che ho deciso di proporvi in sostituzione della carne di fagiano in accompagnamento con del succo di melograno (anche se essendo a fine stagione se ne trovano davvero pochi).



Ingredienti: Fagiano intero (peso circa 1 kg), 1 melograno grande, 1 spicchio d’aglio, burro, olio extravergine di oliva , origano, pepe nero e sale fino.

Procedimento:
1) Sistemare il fagiano in una pirofila e con uno spicco d’aglio tagliato a metà strofinare la superficie in modo da insaporirla; dopodiché inserire l’aglio triturato all’interno del fagiano;
2) Procedere a massaggiare la carne con dei fiocchi di burro e successivamente aromatizzarla (sia all’interno che all’esterno) con sale fino, pepe nero e un pizzico di origano;
3) A parte privare il melograno dei propri chicchi e con l’aiuto di uno schiacciapatate (N.B.: può suonare strano, ma vi assicuro che è l’unico utensile da cucina che mi è stato utile nell’intento) spremerli in modo da ottenerne tutti i succhi;
4) Versare un po' d'olio extravergine d'oliva sul fondo della pirofila e sulla superficie e irrorare tutta la carne del succo di melograno;
5) Infornare a 180° gradi per circa un'ora e 45 minuti;
6) A metà cottura tirare fuori dal forno il fagiano e, in modo che la cottura sia uniforme da entrambi i lati, girarlo dall’altra parte con l’aiuto di una forchetta e bagnarlo con il suo liquido di cottura;
7) Dopo averlo infornato nuovamente, ripetere la stessa procedura per tutti gli altri lati fino ad ultimare la cottura (ovvero finché la carne non risulterà ben dorata);
8) Servire la carne ancora calda con dei chicchi di melograno a decorazione del piatto.

P.s.: mi scuso di non aver indicato con assoluta precisione le dosi degli ingredienti!!!

mercoledì 19 novembre 2014

Un appetitoso club sandwich

Finalmente son tornata con una delle mie ricettine, anche se questa volta ammetto che è stata più un pretesto per farvi conoscere un film che sicuramente non avrete visto in molti.
Si tratta de La giusta distanza (2007) diretto da Carlo Mazzacurati e presentato alla Festa del Cinema di Roma del 2007. La storia, ambientata in un piccolo paesino disperso tra le nebbiose pianure venete, ruota tutta intorno a una giovane e attraente maestra di scuola elementare, Mara (Valentina Lodovini), che è solo di passaggio in attesa di volare in Brasile.
La sua sensualità innata finisce per conquistare tutti gli uomini del paese: il giovane giornalista in erba, Giovanni (Giovanni Capovilla), che ne rimane affascinato sin da quando la aiuta con la connessione internet nella sua nuova casa; Amos (Giuseppe Battiston), il viscido tabaccaio; Guido, il bello e tenebroso autista di autobus del paese e Hassan (Ahmed Hafiene), un rispettato meccanico tunisino, con cui nascerà una tenera storia d’amore, che ha degli aspetti alquanto morbosi e inquietanti solo in apparenza.
Il film cambia immediatamente tono quando il corpo di Mara viene ritrovato cadavere e tutte le accuse di omicidio ricadono su Hassan che si professerà innocente perfino anche dopo che decide di uccidersi nella sua cella. Giovanni, molto colpito dal suicidio del tunisino, decide di far luce sull’intera vicenda, perché, anche volendo, non riesce a mantenere la "giusta distanza" come fanno i veri giornalisti, ma alla fine, grazie alle sue indagini, riuscirà ad arrivare alla brutale verità.
Bravissimi e convincenti tutti gli attori, specialmente il giovanissimo e alle prime armi Giovanni Capovilla e davvero stupenda la fotografia, asciutta e reale che cattura alla perfezione quello spaccato familiare di Italia nascosto tra i boschi.
Venendo alla ricetta… vi meraviglierete, ma si tratta del club sandwich, ordinato dal direttore del giornale (Fabrizio Bentivoglio) di Giovanni che lo incontra in un bar per offrirgli un impiego come giornalista di cronaca locale.
La peculiarità di questo sandwich (la cui paternità è abbastanza discussa e contesa tra Stati Uniti e Regno Unito) è quella di essere multistrato e golosamente imbottito di leccornie varie.


Ingredienti (per 3 club sandwich): 2 pomodori, 9 fette di pan carrè, 9 fette sottili di pancetta, 6 fettine sottili di tacchino, maionese, insalata e olive nere denocciolate.

Procedimento:
1) Eliminare i bordi dalle fette di pan carré e tostare leggermente in forno a 150° per qualche minuto in modo che la superficie diventi dorata;
2) Nel frattempo far rosolare in una padella antiaderente le fettine di pancetta in modo da renderle croccanti;
3) Preparare la maionese montando un uovo con l’aggiunta a filo di metà olio di semi di girasole e di metà olio extra vergine d’oliva; salare e aggiungere il succo di mezzo limone;
4) Far rosolare bene su una griglia rovente il tacchino tagliato a striscioline e salare appena una volta cotto;
5) Comporre il sandwich farcendo il primo strato con un cucchiaino di maionese insieme al tacchino, l’insalata e il pomodoro a fette; poi proseguire farcendo il secondo strato allo stesso modo con la pancetta.
6) Tagliare in due triangoli il panino, chiuderlo con degli stuzzicadenti e completarlo con delle olive denocciolate.

martedì 7 ottobre 2014

Benvenuti sull'isola dei giocattoli difettosi!

Dopo averlo cercato per tanto tempo, sono riuscita a vedere Noi siamo infinito (2012, titolo originale The perks of Being a Wallflower) del semisconosciuto regista Stephen Chbsoky (nonchè sceneggiatore e autore del romanzo epistolare "Ragazzo da parete" da cui è stato tratto il film). Posso sicuramente suonare ripetitiva, ma è un film davvero bello che vale la pena di vedere e non solo perchè c'è un cast stellare (vista la partecipazione secondaria di attori affermati come Dylan McDermott, il padre, Kate Walsh, la madre e Paul Rudd, l'attento e sensibile professore di letteratura che instilla la voglia di scrivere in Charlie), ma perchè la storia è molto intensa e non è assolutamente catalogabile come un film adolescenziale.
Anni ’90. Charlie (un superlativo Logan Lerman), un ragazzo introverso e timido, vive nel completo isolamento l’inizio delle superiori finché non incontrerà due nuovi amici, due studenti dell'ultimo anno: Sam (Emma Watson, che ha smesso finalmente i panni di Hermione), bella e audace e il suo fratellastro Patrick (Ezra Miller, sopra le righe ma entusiasmante), logorroico e carismatico, sconvolgeranno completamente il suo mondo.
Faranno scoprire a Charlie la vita, fatta di feste (e droghe), nuove amicizie e primi amori. Eppure la felicità raggiunta viene messa pian piano da parte, quando affiora lentamente la tristezza per i suoi nuovi amici più grandi che stanno per andare al college. Il suo equilibrio interno viene sconvolto e inizia a sgretolarsi. L’infelicità si tramuta presto in dolore, che, rimasto celato dietro una forte timidezza, porterà a galla due terribili tragedie (il suicidio del suo migliore amico e l'accidentale morte della sua più cara zia) e si paleserà in una verità ancor più dolorosa.
Fin qui può sembrare un film triste, ma in realtà è un inno all’amore in tutte le sue accezioni e al sapersi aprire alla vita nonostante tutte le difficoltà. Chbosky è riuscito magnificamente a parlare direttamente al cuore dello spettatore con una tecnica narrativa nuova e per niente stucchevole, dove l’equilibrio tra pazzia e normalità è sempre al limite come anche tra amore/felicità e odio/dolore.
Bisogna vivere ogni istante e non lasciarsi convincere di essere banali o come tutti gli altri. Ognuno rappresenta una storia. Ognuno può essere infinito.
Questa volta faccio un eccezione e non vi svelo da quale scena ho preso la ricetta di oggi... ammetto, però, che la foto non è molto invitante, ma posso assicurare che il pollo era davvero ottimo, anche se mi è stata criticata una presenza eccessiva di salsa... ma io adoro fare la zuppetta col pane!


Ingredienti (per 5 persone): 600 g di pollo a pezzi, 2 cucchiai di farina 00, 1 cucchiaio di paprika dolce, 100 ml di panna da cucina, 1 cipolla bianca, 20 g di burro, 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva e sale q.b.

Procedimento:
1) Dopo aver fatto sciogliere il burro in una padella insieme all’olio extravergine d’oliva, far rosolare la cipolla tritata finemente;
2) Non appena la cipolla risulterà ben stufata, adagiare in pentola il pollo a pezzi, che sarà stato passato in precedenza in un mix di farina e paprika;
3) Prima di aggiustare di sale la carne, farla dorare in modo da formare una leggera crosticina;
4) Alla fine unire la panna e lasciar andare la cottura a fuoco basso finché la panna si sarà addensata
5) Servire la carne ben calda in accompagnamento a delle verdure lesse come fagiolini o patate.

P.s.: Il titolo del post è in realtà una meravigliosa battuta del film che mi è rimasta impressa! Altrimenti l'avrei chiamato banalmente... "Paprika a volontà"!

lunedì 15 settembre 2014

Un brasato... in azione!

Mr. & Mrs. Smith (2007) è un film di Doug Liman, interpretato da Brad Pitt, Angelina Jolie e Vince Vaughn.
All'epoca dell'uscita il film fece molto rumore non tanto perché vedeva per protagonisti due sex symbol mondiali, ma più che altro perché fu proprio a causa di questa pellicola che Brad Pitt lasciò la moglie di allora, Jennifer Aniston, per metter su famiglia con la Jolie.
Due parole sulla trama...
John (Pitt) e Jane (Jolie) sono sposati da diversi anni e il loro matrimonio ormai sembra immerso in una noiosa routine. Decidono di correre in qualche modo ai ripari, tentando la terapia di coppia, con cui vengono a galla molte problematiche, tra cui anche quella che non fanno più l’amore da tanto tempo.
Peccato che si siano dimenticati entrambi di confessare all’analista il loro vero lavoro. Sono entrambi dei sicari, che lavorano inconsapevolmente per due agenzie rivali, le quali un giorno gli affideranno come bersaglio proprio il rispettivo coniuge. A causa di questa delicata missione, entrambi scopriranno questa scomoda verità… anche se non appena saltano le loro coperture, vedranno riaccendersi improvvisamente la passione e decideranno di unire le forze per capire chi li vuole morti.
La pellicola, una sorta di film d’azione/romantico ben confezionato e ben pubblicizzato che ha raccolto un grande successo di botteghino, ha come lato positivo di aver dato il la a una relazione che dura davvero da parecchio tempo e che proprio poche settimane fa ha visto convolare a nozze le due star in una cerimonia privata, circondati dalla loro numerosa prole.
La scena centrale della cena è forse anche la parte più divertente del film, visto poi come degenera in un combattimento alla pari che vede la distruzione completa di una casa magnificamente arredata.
Da brava mogliettina Jane ha preparato un bel brasato, lasciando l'onore al marito di tagliarlo.
Il brasato al vino rosso è un piatto davvero buono e dal gusto intenso, che non vi farà sfigurare di certo se avete degli ospiti. In particolare potreste usare il Barolo, un vino dal gusto decisamente corposo, che ha reso questo piatto una pietanza tipica della cucina Piemontese. La ricetta può sembrarvi molto laboriosa, ma vi assicuro che è allo stesso tempo molto semplice. Il segreto per la buona riuscita del brasato sta tutta nella marinatura!


Ingredienti: 1kg di carne di manzo (taglio noce o cappello di prete), 1 l di vino rosso, 2carote, 2 coste di sedano e qualche fogliolina, 1Cipolla, 1 rametto di origano, 4 foglioline di basilico, 1 rametto di rosmarino, 4 chiodi di garofano, 1 piccolo spicchio di aglio, 4 foglie di alloro. 6 grani di pepe verde, sale, 30 g burro, 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva.

Procedimento:
1) Asciugare la carne con un po’ di carta assorbente e riporre in una ciotola capiente;
2) Nel frattempo pulire le verdure e, dopo averle tagliate a pezzetti, unirle alla carne;
3) Aggiungere le spezie e tutto il vino fino a ricoprire la carne, che andrà fatta marinare per almeno 12 ore in un posto fresco;
4) Togliere la carne dalla marinatura e far rosolare su ogni lato in un pentola dove precedentemente è stato fatto sciogliere del burro insieme a dell’olio;
5) Dopodiché aggiungere le verdure e le spezie e lasciar cuocere per circa 15 minuti
6) Dopo aver salato la carne e le verdure, versare anche la marinatura fatta appena riscaldare in precedenza;
7) Lasciar sobbollire dolcemente per almeno 2 ore;
8) Una volta raggiunta la cottura del brasato, togliere la carne dalla pentola e lasciarla raffreddare a parte, in modo da poterla tagliare a coltello;
9) Passate al mixer tutte le verdure e il fondo di cottura in modo da ottenere un’ottima salsa di accompagnamento, che andrà fatta ridurre leggermente sul fuoco;
10) Servire il brasato con la salsa insieme a verdure dal gusto più dolce come patate o piselli.

lunedì 7 luglio 2014

Guardate il lato positivo!!!

Avevo già parlato de Il lato positivo (titolo originale Silver Linings Playbook) ed ero rimasta piacevolmente sorpresa dalla freschezza e dall'agilità narrativa di questa pellicola.
Basato sul romanzo "L’orlo argenteo delle nuvole" di Matthew Quick, il film racconta la storia di Pat  Solatano (Bradley Cooper), un ex-insegnante che ha avuto un crollo nervoso a causa del tradimento di sua moglie, di cui però è ancora molto innamorato. Tornato nella casa dei suoi genitori (interpretati da Jacky Weaver e Robert De Niro), Pat trascorre le sue giornate leggendo, andando dalle sedute dello psicologo e correndo per tenersi in forma.  Quando per caso incontrerà Tiffany (Jennifer Lawrence), una vicina di casa un po’ sopra le righe, si lascerà coinvolgere in una terapia d’urto, che li vedrà impegnati nella preparazione di un balletto per una gara.
Il regista David O. Russel riesce con questo film a trasportare lo spettatore nel cuore dell’America di periferia, insegnando, senza troppi manierismi, a cercare di trovare il lato positivo in ogni momento della vita, anche quando tutto sembra andar storto.
Nella scena conclusiva del film Pat è riunito con la sua famiglia e gli amici per guardare alla tv una partita dei Philadelphia Eagles, di cui sono tutti molto tifosi e mangiare come ogni domenica gli involtini che la madre è solita preparare.
Neanche a farlo apposta Danny (Chris Tucker), l’amico di Pat conosciuto nell’istituto psichiatrico dove erano stati ricoverati assieme, chiede alla padrona di casa di spiegargli la ricetta dei suoi involtini: semplicemente carne con all'interno pan grattato e aglio, fermati con uno stecchino.
Non essendo una grande stimatrice dell’aglio in purezza, vi propongo questi involtini con una panure decisamente più aromatica.


Ingredienti: 3 fettine di vitello, 1 rametto di origano fresco, 1 mazzetto di prezzemolo fresco, 1/2 aglio, pan grattato q.b., 1 noce di burro, olio extra vergine d'oliva, sale e pepe nero

Procedimento:
1) Preparare un piccolo trito di prezzemolo, origano e aglio schiacciato, che andrà poi unito a un po’ di pan grattato, condito appena con un filo d’olio e un pizzico di sale;
2) Dopo aver steso ciascuna fettina di carne, salarla e peparla quanto basta;
3) Porre al centro della fettina un cucchiaio del pane aromatizzato preparato precedentemente;
4) Chiudere i lembi laterali verso l’interno, arrotolare la carne in modo da formare l’involtino e fermarlo con l’aiuto di uno o più stecchini da denti;
5) Appena si sarà sciolta nel tegame una noce di burro con un goccio d’olio, far sigillare bene la carne da ogni lato e napparla in continuazione con i succhi rilasciati;
6) Appena gli involtini avranno preso un bel colore, servirli ancora caldi con in accompagnamento una bella insalata fresca.

giovedì 26 giugno 2014

Un pollo per una proposta!

Una proposta per dire sì (titolo originale Leap Year, 2010) è un film sdolcinato diretto da Anand Tucker, che lascia poco all’immaginazione, ma è comunque un’ottima scelta per passare un po’ di tempo ammirando il paesaggio irlandese che fa da sfondo al film.
Anna (Amy Adams) è una donna precisa, attenta ai dettagli in modo quasi maniacale, che si occupa di home staging (ovvero arredare appartamenti in modo da renderli più appetibili per la vendita) e vuole a tutti i costi sposarsi con il suo Jeremy (Adam Scott), brillante chirurgo egocentrico, che non sembra tanto desideroso di fare il grande passo del matrimonio.
Ecco allora che Anna decide di prendere in mano la situazione e fare lei la proposta al suo uomo a Dublino seguendo un'antica tradizione irlandese che permette alle donne di chiedere di sposarle esattamente il 29 febbraio.
Peccato che raggiungerlo sarà davvero un’impresa e sarà costretta ad affidarsi all’aiuto di un rude ma affascinante cuoco, Declan (Matthew Goode), di cui è scontato che si innamorerà.
Durante il turbolento viaggio verso la capitale irlandese, i due malcapitati trovano rifugio in un piccolo bed & breakfast e debbono fingere di essere marito e moglie per poter dormire nello stesso letto. Per ricambiare l’amabile ospitalità della padrona, Declan si offre di cucinare un delizioso piatto francese al posto del menù del giorno ovvero la trippa di mucca.
Ecco a voi il meraviglioso coq au vin!


Ingredienti: 1 pollo (dal peso di circa 1 kg), 100 g pancetta dolce, 1/2 tazza di cognac, 1 bicchiere di vino rosso, brodo di pollo, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 1 aglio, 1 foglia di alloro, 1 rametto di origano fresco (oppure di timo), 2 cucchiai di farina 00, 1 noce di burro, pepe verde e sale

Procedimento:
1) Lasciar insaporire il pollo a pezzi con sale e una bella macinata di pepe verde;
2) Far rosolare nel frattempo la pancetta in una padella, in modo da farle rilasciare lentamente tutti i succhi e i grassi;
3) Togliere la pancetta rosolata e nella stessa padella far rosolare i pezzi di pollo su ogni lato;
4) Aggiungere di nuovo la pancetta messa da parte e flambare con il cognac, facendo roteare la padella in modo che l'alcool possa bruciare bene;
5) Dopo aver lasciato bruciare il cognac per almeno un minuto, spegnere la fiamma con il coperchio;
6) Versare poi il vino rosso e aggiungere il brodo fino a ricoprire il pollo (N.B.: il brodo è ottenuto facendo bollire le parti di pollo meno carnose con una cipolla, qualche foglia di sedano, qualche grano di pepe verde e un pizzico di sale);
7) Dopo aver unito anche il concentrato di pomodoro, l'aglio, l'origano fresco e l'alloro, far sobbollire per 30-45 minuti, in modo da far restringere il liquido nella padella;
8) Verso fine cottura prendere una parte del liquido ancora rimasto e aggiungervi un po' di farina e una noce di burro, che rimessi poi nella padella vi permetterà di creare una cremosa e succulenta salsina;
9) Servire la carne ancora calda con in accompagnamento delle verdure a scelta (N.B.: sono consigliate carote, funghi o cipolline).

martedì 6 maggio 2014

Il cardinale e la ricetta del coniglio

Tanto è stato detto, tanto è stato scritto e tante sono state le polemiche intorno a La grande bellezza di Paolo Sorrentino, risultato vincitore come miglior film straniero all’86 edizione degli Oscar. Non voglio ripetermi, ma non è un film per tutti i gusti. Qualsiasi film che vinca un premio importante come gli Academy Awards, non significa che sarà bello a tutti i costi. Non si può giudicare la bellezza di una pellicola solo dal numero di premi ricevuti ai festival di maggior rilievo!
Io l’ho trovato poetico e profondo, tanto nella sceneggiatura che nella fotografia. Potrebbe non piacere anche perché rispecchia uno spaccato della società italiana assai verosimile, viste le continue notizie che si leggono nei giornali, ma non per questo bisogna pregiudicare in modo negativo un film che racconta anche molte altre cose e lo fa specialmente con l’ausilio di un magnifico Toni Servillo, coadiuvato dal paesaggio di una Roma struggente, maliziosa, ingannevole e meravigliosa allo stesso tempo.
Non voglio dilungarmi sulla trama, visto che ne avevo già parlato in un post precedente… vorrei concentrami piuttosto su un dettaglio culinario.
In una calda notte romana Jep (Servillo) ospita nel suo magnifico appartamento, con vista mozzafiato, una cena molto formale in onore di una suora, soprannominata "la Santa", che non è di certo abituata a serate galanti di quel tipo, poichè di solito mangia radici e dorme per terra.
Vista l’ospite particolare seduta alla tavola dei vari commensali ci si aspetterebbe finalmente di udire qualche monito di saggezza religiosa proferire dalle labbra del personaggio bizzarro e fastidioso del cardinale (Roberto Herlitzka al centro nella foto) e inceve no… il suo pallino per la cucina ha il sopravvento come sempre e in uno sproloquio viene descritto ogni minuzioso dettaglio per cucinare un perfetto coniglio alla ligure.
Una ricetta tra le più tradizionali e che può certamente testimoniare la buona cucina del nostro Bel Paese. Non potevo, quindi, esimermi dal fare delle ricerche e, grazie all’aiuto di qualche buona conoscenza, ho ottenuto la vera ricetta del coniglio alla ligure (con la specifica esatta che è tipico della Liguria di ponente).


Ingredienti: 1 coniglio (dal peso di circa 1,5 kg), 1 cipolla, 1 carota. 2 spicchi d’aglio, rosmarino, alloro, pinoli, 100 g olive taggiasche, sale, olio extra vergine d’oliva e 1 bicchiere di vino bianco

Procedimento:
1) Tagliare il coniglio in pezzi e, dopo averlo sistemato in una casseruola senza odori, farlo scaldare appena in modo da fargli rilasciare l’acqua, che verrà poi gettata via;
2) Nel frattempo scaldare dell’olio in un tegame e farvi rosolare del soffritto di cipolla e carota, insieme all’aglio, il rosmarino e l’alloro;
3) Aggiungere successivamente anche il coniglio in pezzi, salarlo e farlo ben rosolare prima di aggiungervi un bicchiere di vino bianco;
4) Dopo aver fatto evaporare il vino, lasciar cucinare dolcemente la carne, aggiungendo di tanto in tanto del brodo preparato in precedenza (utilizzando le parti meno nobili come la testa e il fegato);
5) Quasi a termine della cottura aggiungere anche le buonissime olive taggiasche (N.B.: in mancanza ho optato per delle semplici olive nere di casa mia) e una manciata di pinoli.

P.s.: Secondo la tradizione questo piatto di carne succulenta andrebbe accompagnata da un bel bicchiere di Rossese di Dolceacqua!

martedì 25 marzo 2014

La sublime boeuf bourguignonne di Julia Child

Era da tempo che non proponevo più niente di Julia Child, eccomi quindi ricorrere ai ripari con una delle ricette al centro del film Julie&Julia di Nora Ephron con la meravigliosa Meryl Streep nei panni della storica cuoca e la blogger/scrittrice Julie Powell interpretata da Amy Adams. Di questa pellicola avevo già proposto la Salsa olandese, i Crostoni di pane con pomodori rossi e gialli e il Pollo con funghi, panna e Porto, poichè, per chi non la conoscesse, è una fonte quasi infinita di ricette superbe. Ecco allora che oggi vi propongo uno dei piatti più lunghi che abbia mai preparato ovvero la mitica boeuf bourguignon. Carne succulenta che si scioglie in bocca e straconsigliata per tutti gli amanti della "scarpetta", perché la salsetta che si viene a formare in cottura è una cosa a dir poco paradisiaca da mangiare con del pane fresco. Quindi come direbbe Julia... bon Appétit!!!

Ingredienti (per 6 persone): 120 g di pancetta, 800 g di polpa di manzo (tagliata a cubettoni), 250 ml di vino rosso (meglio un Bordeaux, un Borgogna o un Chianti), 450 ml di brodo di carne, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 1 carota, 1 cipolla, farina q.b., 1 spicchio di aglio schiacciato, timo, una foglia di alloro, sale, pepe, olio extra-vergine di oliva e burro

Procedimento
1) Tagliere la pancetta a listarelle e farla rosolare in un tegame da forno con un po' d'olio; dopodiché scolarla e metterla da parte;
2) Nel frattempo asciugare la carne di manzo tagliata a cubettoni con della carta o un panno di cotone e cuocerla nel grasso rilasciato dalla pancetta ancora ben caldo;
3) Appena tutti i lati della carne rimangano ben sigillati e dorati, devono essere tolti dal tegame e conservati in un piatto insieme alla pancetta cotta in precedenza;
4) Far saltare la cipolla e la carota tagliati a pezzi nello stesso grasso, fin quando non risulteranno ben cotte;
5) Riporre nuovamente nella casseruola il manzo e la pancetta cotti in precedenza e aggiustare di sale e pepe;
6) Cospargere il tutto con qualche cucchiaio di farina e sistemare il tegame senza il coperchio nella parte superiore del forno per circa 5 minuti a 180°-200° (N.B.: In questo modo la farina diventerà dorata e contribuirà a creare una piccola crosticina sopra la carne);
7) Dopo questo passaggio ricoprire la carne con il vino rosso e il brodo di carne, aggiungendo anche il concentrato di pomodoro, l'aglio schiacciato e i vari aromi;
8) Portare a ebollizione a fuoco lento e successivamente continuare pian piano la cottura per circa 3 ore nella parte bassa del forno a circa 150° per far sobbollire il liquido;
9) La carne sarà cotta quando si potrà infilzare facilmente con i lembi di una forchetta e la salsina si sarà ben raddensata (N.B. Se la salsa risulta essere troppo liquida, farla addensare ripassandola un momento sul fornello, mentre in caso contrario allungarla leggermente con del brodo).

P.s.: La boeuf bourguignon può essere accompagnata con dei funghi saltati nel burro, delle cipolline brasate o altrimenti anche delle semplici ma gustose patate lesse.

lunedì 17 marzo 2014

Una piccata così... è troppo semplice!

Avevo già parlato in un post precedente di American Hustle - L'apparenza inganna ed era una delle pellicole superfavorite della 86° edizione degli Oscar 2014, eppure con ben 10 nomination, è tornato a casa a mani vuote, visto che Gravity e 12 anni schiavo hanno fatto davvero incetta dei premi migliori e più importanti.
Resta comunque intatta la mia personale impressione su come questo film sia l’ennesima conferma della bravura degli attori protagonisti come anche dello stesso regista David O. Russell (conosciuto anche per gli ottimi lavori come Three Kings, The Fighter o Il lato positivo).
Brevemente vi ricordo di cosa parla questa pellicola: si tratta della vera storia dell’operazione dell’FBI negli anni ’70 chiamata ABSCAM, con cui furono arrestati diversi politici ed esponenti corrotti del congresso americano grazie all’aiuto di alcuni truffatori esperti come Irving Rosenfeld (Christian Bale) e la sua abile amante Sydney (Amy Adams), costretti a collaborare con un agente dell’FBI arrivista, Richie DiMaso (Bradley Cooper).
L’obiettivo iniziale è di incastrare un piccolo politico del New Jersey, il sindaco italoamericano Carmine Polito (Jeremy Renner) per poi arrivare ad acciuffare qualche pezzo grosso della mafia. Con la sua schiettezza negli affari Irving conquista Carmine e i due diventano molto amici, iniziando a frequentarsi. Durante una cena in un ristorante, a cui sono stati invitati anche Irving con la moglie Rosalyn (Jennifer Lawrence), che diverrà la vera mina vagante per tutta l'operazione, Carmine ordina per tutti la specialità della casa ovvero la piccata di pollo. Ecco quindi a voi la ricetta più semplice che posso aver mai proposto!


Ingredienti (per 3 persone): 6 fettine di pollo, farina q.b., burro, olio extra vergine di oliva, pepe, sale, prezzemolo, latte q.b. e succo di ½ limone

Procedimento:
1) Schiacciare le fettine di petto di pollo fino a farle diventare molto sottili e, dopo averle salate e pepate leggermente, infarinarle appena;
2) Far sciogliere una noce di burro con un goccio di olio in un tegame, in cui si andrà a far rosolare la carne per circa 2-3 minuti per lato;
3) Ultimata la cottura del pollo, toglierlo dalla pentola e aggiungervi un po' di latte e il succo di limone;
4) Dopo aver fatto addensare la salsina, servirla in accompagnamento alla piccata di pollo con un pizzico di prezzemolo tritato finemente.

P.s.: Come si vede dalla foto ho accompagnato il piatto con una leggera insalatina di puntarelle alla romana.

lunedì 18 novembre 2013

Bon appetit (di nuovo) con Julia Child!

Forse non ne potrete più di questa benedetta Julia Child, ma il film Julie&Julia della regista scomparsa Nora Ephron, che ho già più volte citato (vedi la Salsa olandese o Crostoni di pane con pomodori rossi e gialli), è una riserva infinita di ricette gustose e succulente... ecco qua, infatti, i petti di pollo con funghi, panna e Porto (titolo originale della ricetta: Supremes de Volaille aux Champignons): una delle prime ricette francesi della Child (Meryl Streep) in cui si cimenta Julie Powell (Amy Adams) per il suo blog.


Ingredienti (per 2 persone): 5 fettine di petto di pollo, 20 g di burro, 250 g di funghi champignon (freschi oppure congelati), 2 cucchiai di Porto (oppure Madeira o Vermouth bianco secco), 100 ml di panna liquida fresca, prezzemolo fresco tritato, olio extra vergine di oliva, sale e pepe bianco   

Procedimento:
1) Far sciogliere il burro con un goccio di olio extra vergine di oliva in un tegame e farvi rosolare le fettine di petto di pollo da entrambe le parti, che andranno poi sfumate leggermente con del Porto;
2) Dopo aver cotto la carne per circa 5 minuti, riponetela in un piatto;
3) Unire allo stesso burro usato per la carne i funghi trifolati (“senza affollarli” come dice Julie nel film) e farli saltare per qualche minuto, salando quanto basta;
4) Aggiungere in seguito la panna e lasciar cuocere fino a quando la crema non si sarà raddensata;
5) Rimettere, infine, i petti di pollo a cuocere con la panna e i funghi, aggiustando di sale e un pizzico di pepe bianco;
6) Servire il pollo caldo, versandovi sopra la salsa e cospargendolo con del prezzemolo tritato (a piacere).

lunedì 23 settembre 2013

Il piatto del Dott. Hannibal Lecter

Nonostante siano stati tentati dei prequel e dei sequel e ultimamente anche una serie tv, il Dottor Lecter per eccellenza resta e sarà per sempre il solo e unico Anthony Hopkins.
La prima volta che ho visto Il silenzio degli Innocenti (1991, titolo originale The silence of the lambs) di Jonathan Demme (Philadelphia, The Manchurian candidate e Rachel sta per sposarsi) ero rimasta più impressionata dal personaggio di Buffalo Bill che da Hannibal Lecter, poi rivedendolo in età più matura sono riuscita a cogliere molte più sfumature. Non è semplicemente un thriller, ma direi un film inquietante e spaventoso per molti versi con una carrellata di scene memorabili.

Basato sul romanzo omonimo di Thomas Harris, all’epoca il film si aggiudicò i 5 premi Oscar più importanti: miglior film, regia, sceneggiatura non originale, attrice e attore protagonista. La storia narra di come l’acerba ma scaltra recluta dell'FBI, Clarice Strarling (Jodie Foster), tenti di stanare un nuovo serial killer denominato Buffalo Bill, poiché ama scuoiare le sue prede per farne un macabro costume. La giovane è incaricata dal suo capo di cercare l'aiuto del famoso psichiatra Hannibal Lecter, detenuto da tempo in un manicomio criminale, dopo esser stato condannato per aver ucciso e divorato letteralmente alcuni dei suoi pazienti.
In cambio dei consigli e indizi forniti dal famigerato Hannibal the Cannibal, Clarice dovrà aprirsi completamente al dottore che scaverà a fondo nel suo inconscio e nei suoi ricordi d’infanzia… epilogo finale mozzafiato e con vari colpi di scena.

 

Come potevo quindi esimermi dal proporvi il famoso piatto citato dallo stesso Lecter in questa scena?
Ecco qua allora la mia versione di fegato e fave, accompagnato da un buon bicchiere di chianti d'annata (rispolverato per caso nella mia cantina).


Ingredienti (per 2 porzioni scarse): 150 gr di fegato di manzo, 100 gr di fave fresche (o congelate), 1/2 cipolla piccola, farina, basilico, origano, aceto balsamico, latte, burro, sale, pepe nero e olio extra vergine di oliva

Procedimento:
1) Bollire le fave in abbondante acqua salata e spellarle con cura;
2) Frullare due cucchiai di fave con un pizzico di sale, qualche fogliolina di basilico fresco, un po' di latte e un goccio di olio, fino a renderle una purea liscia;  
3) A parte far soffriggere in una padella 1/2 cipolla di piccole dimensioni (oppure uno scalogno) tritata finemente con dell’olio e un pizzico di sale e, non appena si sarà dorata, ripassare a fuoco dolce anche le fave rimanenti con una spruzzatina di aceto balsamico;
4) Nel frattempo fate sciogliere in un altro tegame un cucchiaino di olio con una noce di burro, dove andrete ad adagiare le fettine di fegato appena infarinate e farete cuocere qualche minuto (facendo attenzione che la carne non si secchi troppo);
5) Servite il fegato caldo con un pizzico di sale e pepe nero macinato fresco a piacere con accanto la purea profumata al basilico e qualche fava ripassata come contorno.

lunedì 8 luglio 2013

La cotoletta è una certezza!

Il film La cena (1998) di Ettore Scola si svolge tutto in una serata all’interno del ristorante "Arturo al Portico" gestito da Flora (Fanny Ardant), in cui a ciascun tavolo e dietro le quinte del ristorante si snocciolano diverse storie e prendono vita diversi personaggi: un professore in pensione (Vittorio Gassman), un filosofo fedifrago (Giancarlo Giannini), una madre (Stefania Sandrelli) che scopre che la figlia vuol farsi monaca, uno chef comunista dalle mille delusioni (Eros Pagni) e un mago (Antonio Catania).
Non è certamente il film più memorabile di Scola, ma ha diversi momenti gradevoli e anche “divertenti”.

Arriviamo alla ricetta...
Come specificato da Giannini nella sua sfuriata durante la cena, la cotoletta alla milanese non va confusa con "la famigerata fettina panata" e non può essere catalogata nella sezione fritture.
Specialmente per i lombardi, la cotoletta alla milanese è una certezza. Cercherò quindi di non fare degli errori grossolani. Per quanto riguardo il taglio della carne, non è altro che una semplice costola di vitello, che non va assolutamente battuta col batticarne, ma lasciata in tutta la sua altezza e cotta nel BURRO!    
È una ricetta molto semplice e velocissima da preparare… ma mi sono presa la licenza di togliere l'osso per cucinarla meglio!

Ingredienti: 1 costoletta di carne di vitello, 1 uovo, pan grattato, 50 gr di burro e sale

Procedimento:
1) Sbattere l’uovo in un piatto con un pizzico di sale;
2) Passare ciascun lato della carne nell'uovo e poi nel pangrattato, facendo una leggera pressione in modo che l'impanatura aderisca bene;  
3) Far sciogliere intanto del burro in un pentolino e, non appena assumerà un leggero color nocciola, mettete a rosolare la cotoletta e fatela dorare da entrambe le parti;
4) Servire la cotoletta ancora calda, accompagnata da un’insalatina sfiziosa o delle semplici chips di patate novelle al forno.

(N.B.: Nel caso ne prepariate un'altra, pulite la padella con un pezzo di carta assorbente e rimettete a sciogliere del burro nuovo).

lunedì 10 giugno 2013

Il pollo per Jerry

La piccante ricetta di oggi è legata al lontano 1996 quando uscì nelle sale il film Jerry Maguire del grande regista Cameron Crowe.
Jerry (Tom Cruise) è un ambizioso procuratore sportivo, che, dopo aver messo per iscritto in un promemoria tutti i suoi buoni pensieri (meno clienti, meno soldi e più attenzione personale), viene licenziato, ma decide comunque di rialzarsi e mettersi in proprio con il sostegno di una collega/mamma single, Dorothy (Renée Zellweger). Abbandonato però da quasi tutti i suoi clienti, gli resta come asso nella manica solo Rod Tidwell (Cuba Gooding Jr), un giocatore un po' scorbutico e difficile da gestire in campo nonostante le sue enormi capacità.
Lasciato anche dalla sua donna (Kelly Preston), Jerry non è abituato a stare da solo, così vede in Dorothy una spalla su cui piangere. Pian piano finirà per innamorarsi di lei e del simpaticissimo figlioletto Ray (Jonathan Lipnicki) e, chiedendole di sposarla, decide di legarsi finalmente a qualcuno di cui si fida... eppure non andrà tutto liscio come avrebbe potuto sperare. I rapporti umani sono molto più complicati e le parole non dette spesso pesano più di ogni altra cosa.
Ottimi la sceneggiatura, la colonna sonora (basta solo la magnifica Secret Garden cantata da Bruce Springsteen) e anche i personaggi di contorno interpretati da Bonnie Hunt, Regina King e Jay Mohr.
Un quadro perfetto e realistico del mondo cinico in cui viviamo, dove l'apparenza e i soldi hanno preso il posto dei veri valori sociali.

La ricetta è tratta dalla scena in cui Jerry ha appena scoperto di aver perso la sua fidanzata e uno dei suoi più importanti giocatori, così si reca ubriaco a casa di Dorothy, che, impacciata come non mai, non sa come comportarsi. La sorella le consiglia di stare attenta e di offrire a Jerry solo una bella birra ghiacciata con degli avanzi di pollo con salsa piccante, che, anche se finiti sulla maglietta di Dorothy vengono audacemente recuperati... lo so, raccontata così non è poi tanto divertente, ma vi assicuro che strappa diverse risate questo momento, soprattutto per il discorso di Jerry con Ray nell'altra stanza.
Bando alle ciance...

Ingredienti: 1 cipolla, 500 g di pelati di pomodoro, 1 bicchiere di vino bianco, basilico, origano, olio d’oliva, 2 peperoncini piccanti grandi, sale e pepe nero  

Procedimento:
1) Far soffriggere la cipolla in una padella e, non appena risulterà imbiondita, aggiungere il peperoncino piccante tagliato a rondelle (e privato della maggior parte dei semi);
2) Unire i pomodori pelati tagliati grossolanamente e condire con alcune foglioline di basilico, un pizzico di sale e pepe nero;
3) Dopo che il sugo si sarà addensato, frullarlo leggermente in modo da far scomparire i pezzetti di cipolla e peperoncino;
4) A parte far soffriggere un aglio con poco olio e aggiungere poi il pollo tagliato a pezzi;
5) Dopo averlo fatto rosolare da entrambe le parti, sfumare con del vino bianco, lasciandone evaporare la parte alcolica;
6) Far cuocere il tutto a fuoco basso per circa mezzora, dopodiché servire con la salsa a parte (così ognuno potrà scegliere la quantità del condimento da aggiungere nel proprio piatto).

P.s.: Quell'anno agli Oscar tutti rimasero sorpresi della vittoria di Cuba Gooding Jr. come miglior attore non protagonista, non solo perché era afroamericano ma anche perchè riuscì a battere attori come William H. Macy in Fargo, Armin Mueller-Stahl in Shine, Edward Norton in Schegge di paura e James Woods per L'agguato - Ghosts from the past.

lunedì 8 aprile 2013

Cosa mettere nelle polpette?

La ricetta semplice di oggi è tratta dal piccolo ma incredibile film intitolato Un tocco di zenzero (A Touch of Spice, 2003) di Tassos Boulmetis, in cui Fanis, professore di astronomia ad Atene, ripercorre gran parte della sua vita attraverso i ricordi legati alla cara amica d'infanzia Saime, il negozio di spezie del nonno a Costantinopoli, la sua chiassosa famiglia, l’amore per il cibo e il triste racconto della deportazione di massa dei greci dalla Turchia nel secondo dopoguerra, che ha segnato per sempre la sua vita.
Davvero magnifica poi la scena della lezione di astronomia attraverso l’uso delle spezie. Insomma un film da vedere e da gustare con gli occhi! Dall'inzio alla fine tutti i piatti vengono raccontati, preparati e ripresi in tal modo da quasi riuscire a evocarne i sapori e gli aromi speziati.
Quando un bel giorno Fanis decide di seguire alla lettera gli insegnamenti del nonno e aggiunge un bel tocco di zenzero nelle keftedes (le classiche polpette di carne greche), susciterà le ire del padre e degli altri squinternati parenti.
 
Ingredienti: 300 g di carne di macinata mista, un pezzetto di zenzero fresco, mezzo spicchio di aglio, un pizzico di prezzemolo, 2 uova, pangrattato, semi di sesamo, olio extravergine d'oliva, farina q.b., sale e pepe

Procedimento: 
1) Mescolare alla carne macinata un uovo, un trito di prezzemolo, aglio e zenzero grattugiato (circa due cucchiaini), poi aggiungere un pizzico di sale e pepe;
2) Dopo aver lasciato riposare il composto in frigorifero, formare tante polpettine;
3) Infarinare appena le polpette ottenute e passarle prima in un uovo sbattuto e poi nel pangrattato (o nei semi di sesamo);
4) Disponete le polpette su una placca da forno e condite con un filo di olio extravergine d'oliva;
5) Cucinarle a 200° per 10-15 minuti, girandole ogni tanto da tutti i lati (N.B.: Se preferite, potete anche friggerle.).


A corti discorsi... come dice il nonno di Fanis:
" a volte bisogna usare le spezie sbagliate per ottenere l’effetto desiderato. aggiungere qualcosa di diverso. […]
Lo zenzero è delicato e pungente e spinge a guardarsi negli occhi."

lunedì 4 marzo 2013

Voglia di... ciccia!

Il film della ricetta di oggi s'intitola Inviati molto speciali (titolo originale: I Love Trouble del 1994) di Charles Shyer. Racconta le avventure di due giornalisti d'assalto: Peter Brackett (un'ancora affascinante Nick Nolte) del Chicago Chronicle e  Sabrina Peterson (Julia Roberts ancora molto acerba) del Chicago Globe. Il primo un fascinoso cronista d'annata ormai pronto a imbarcarsi per una carriera da scrittore e l'altra una giovane giornalista molto ambiziosa alla ricerca di uno scoop.
La notizia del deragliamento di un treno farà nascere una vera faida a colpi di servizi scottanti tra le due testate concorrenti, fin quando entrambi non giungeranno a scoprire che dietro quell'incidente ferroviario si nasconde un intrigo ben più imponenete che riguarda la Chess Chemical, un'industria farmaceutica in forte ascesa.
Non è di certo il miglior film di Nick Nolte e Julia Roberts, ma è comunque un ottimo diversivo che riesce a strappare qualche risata grazie alle continue rappresaglie trai due giornalisti.
Veniamo ora alle ricetta di oggi... un'entrecote all’aceto balsamico: davvero semplicissima e gustosa, adatta per gli amanti della ciccia!
Durante le indagini, i due protagonisti si incontrano a cena con Sam Smotherman (Saul Rubinek), un vecchio amico di Peter Brackett, consulente di una senatrice a Washington, che potrebbe aiutarli nelle loro indagini. Nel corso della cena Peter e il suo amico gustano delle splendide e succose entrecotes... mentre Sabrina, una salutista convinta e contraria all'abuso delle carni rosse, preferisce una semplice insalata.

Ingredienti: 1 entrecote di manzo (spessa circa due centimetri), olio extravergine di oliva, aceto balsamico di Modena, sale e pepe

Procedimento:
1) Porre la carne sulla piastra ben calda e farla scottare rapidamente da un lato per 3 minuti circa e poi fare la stessa cosa per l'altro lato (N.B.: non dovete lasciarla troppo sul fuoco, altrimenti perderete l'ottimale cottura al sangue, correndo anche il rischio che la carne diventi stoppacciosa);
2) Nel frattempo emulsionare con cura in una ciotola quattro cucchiaini di olio extravergine di oliva con un cucchiaino di aceto balsamico, un pizzico di sale e una spruzzata di pepe nero fresco;
3) Non appena la carne sarà cotta, tagliarla a striscioline piuttosto spesse in modo trasversale;
4) Servire la carne ancora calda e condirla con l'emulsione preparata in precedenza.


All'attaccooooo...

P.s.: Come accompagnamento al piatto ho scelto delle carote tagliate sottili (condite con la stessa emulsione adoperata per la carne) e delle patate scottate in padella con aglio e rosmarino.